Il primo tour operator italiano specializzato nel turismo storico e nel turismo culturale

Le occasioni mancate




Il 28 luglio 1914 scoppiava in Europa la più grande guerra che fino ad allora si era mai potuta concepire: milioni di soldati su tutti i fronti, l'industria per la prima volta nella storia convertita alla produzione bellica, l'uso di nuove e terribili armi e poi… morti, feriti, mutilati, prigionieri in dimensioni inimmaginabili rispetto ai conflitti precedenti. Dopo 1567 giorni di guerra, l'11 novembre 1918, finalmente tornò la pace, ma con quanti e quali stravolgimenti per chi visse quei giorni in prima persona. Quanti lutti, quanto dolore in tante se non tutte le famiglie europee che avevano perso padri, figli, nonni, fratelli.

Oggi, così lontani da quei giorni, non possiamo minimamente percepire le sensazioni e le emozioni vissute dai nostri nonni di fronte a tale tragedia. Ma il dovere di ricordare, non una guerra persa o vinta, ma chi si sacrificò anche con la vita per il proprio paese, è doveroso; e quando non lo fa il singolo, dovrebbe essere l'intera comunità a farlo, a celebrare non la guerra ma chi la dovette subire. Ancora una volta lo Stato latita. Il nostro Paese "non è sul pezzo" e non fa sua questa ricorrenza, non trasmette alle nuove generazioni quei valori necessari ed utili per ricordare il sacrificio dei nostri avi ed evitare così il ripetersi di queste tragedie.

Per mantenere la pace è poco utile riempirsi la bocca di slogan già fatti, marciare con la bandiera arcobaleno o abbracciarsi in piazza; al contrario "toccare con mano" cosa è stata la guerra, portare le nuove generazioni e non solo in un cimitero di migliaia di croci bianche o sulle scalinate di Redipuglia è un valido antidoto perché tutto ciò non si ripeta. È vero ci sembra tutto così lontano, ma la storia è ciclica e si ripete, e l'essere umano è così bravo nel ripetere gli stessi errori.

Tutto ciò dal punto di vista più nobile, quello dell'educazione, del rispetto e della civiltà. Ma per chi opera nel nostro settore ci sono anche altre considerazioni più "pratiche" e "materiali". A fronte di 4 anni di Centenario della Grande Guerra (ricordiamo che la Prima Guerra Mondiale inizio nel 1914 ma il nostro Paese entrò in guerra solo il 23 maggio del 1915) in Italia non v'è traccia di manifestazioni ed eventi nazionali che, oltre a sensibilizzare la popolazione, siano da volano per il turismo storico.

Certo vi cono tanti micro eventi sul territorio che in qualche modo vanno in questa direzione (http://eventi.centenario1914-1918.it/) promossi dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ma quanti di noi li conoscono? Qual'è la campagna di sensibilizzazione nelle scuole in merito? Qual'è il riscontro sui media di tutto ciò? Probabilmente un grande evento verrà promosso nel 2018 per la fine della guerra (e non per la vittoria), ma molto probabilmente ciò verrà fatto tardi e male, analogamente a quanto è stato fatto per il 150° dell'Unità d'Italia.

Al lato pratico però e ancora una volta, abbiamo perso l'occasione di richiamare nel nostro Paese migliaia di turisti con una nuova e valida motivazione: far visitare il nostro fronte di guerra e le retrovie. Avremmo potuto con opportune campagne ed attività far conoscere all'estero un'Italia protagonista anche in questo senso, con le sue numerose testimonianze e l'unicità del suo fronte alpino, già meta turistica ogni anno. Avremmo potuto richiamare nuovi turisti per almeno 4 anni con proposte ben strutturate e specializzate che, oltre a sfruttare le nostre bellezze naturalistiche e la nostra unicità nell'enogastronomia, avrebbero "proposto" il nostro Paese con una nuova veste ancor più culturale e nobile. Avremmo potuto garantire un lavoro a chi non lo ha ed avviare tanti giovani nel settore turistico con sensibili ricadute positive sulla nostra economia. Avremmo potuto ma non l'abbiamo fatto!

Detto ciò vi segnaliamo al contrario cosa avviene negli altri paesi europei per ricordare la Grande Guerra e i suoi protagonisti, con la partecipazione diretta dello Stato e dei suoi rappresentanti più istituzionali, con le opportune campagne di sensibilizzazione e con l'adeguato supporto al turismo indotto che tutto ciò va e andrà a generare per i prossimi anni. Noi come sempre restiamo al balcone a guardare il treno che passa.

http://www.travelfranceonline.com/first-world-war-centenary-celebrations-france/

http://www.telegraph.co.uk/travel/destinations/europe/france/articles/First-World-War-centenary-sights-and-events-in-France-and-Belgium/

http://www.be14-18.be/en

http://www.greatwar.co.uk/events/2014-2018-ww1-centenary-events.htm

http://www.1914.org/

https://www.gov.uk/government/topical-events/first-world-war-centenary



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